Sr. Maria Rosa Carlesso è tornata al Padre

Oggi, 9 novembre 2012,

il Signore ha chiamato al Suo Regno per sempre
la nostra sorella

SUOR MARIA ROSA
DEL DIVINO AMORE

Angiola Carlesso

 

Era nata a Zero Branco (Treviso) il 20-09-1921

Ha emesso la professione religiosa a Gemona (Udine) il 17-09-1943

E’ deceduta a Roma

Testimonianze:

Abbiamo saputo della morte di Sr. Mariarosa, è un dispiacere per noi che nutriamo sentimenti di gratitudine per la sua generosità nel donare le vita al Signore e alla nostra Congregazione. Conservo per lei affetto e  stima e prendo esempio dalla sua testimonianza di vita e dalla sua perseveranza. Ora lei gode la compagnia di Dio che l’ha chiamata a Sé nella sua dimora.
(sr. Lucy)

dal sito ac-immacolata.it:

Ho avuto modo di conoscere bene sr. Mariarosa negli ultimi dieci anni. Era un carattere fine e schivo, propensa più all’essere che al dire, attenta all’ascolto e capace di fare silenzio; era una professoressa di italiano che ci teneva all’ortografia, alla buona lettura, allo studio critico e ragionato e alla buona forma espressiva: una docente di altri tempi! Una persona che, anche se molto esigente, ha sempre amato la scuola e i suoi alunni … ed è subito diventata una grande tifosa della nostra A.C.R. […] Amava guardare i bambini al sabato dalle finestre. Era sempre presente nelle occasioni importanti. […] Sono passati 15 giorni da quando l’ho vista l’ultima volta, ma anche in quell’occasione, oltre ad una grande tenerezza, mi aveva “offerto” tutto il suo quotidiano e semplice sacrificio per il buon andamento della nostra attività.
(Carmela Mascio Lfmsc) 

 Ricordi:

 “Cum subit illius tristissima noctis imago …”  “A memoria? Tutta? No. Non è possibile!” “Ha detto sr. Mariarosa che dobbiamo saperla a memoria per domani”… e l’indomani Ovidio veniva recitato in metrica da quasi tutta la classe.
Chi avrebbe osato venir meno a un suo ordine? Non era ammesso tergiversare. Sr. Mariarosa era così nei primi anni del suo insegnamento. E noi ‘così’, grazie alla sua severità,  in prima e seconda superiore, di latino siamo vissute di rendita.
In fila due a due, attraversando il cortile per andare in classe, sbirciavamo in anteprima le imposte della sua camera: se erano socchiuse, segno che non stava bene, raggiungevamo i nostri banchi più sollevate … per quel giorno!
Tanto era severa con noi che non potevamo credere fosse così allegra e fraterna in comunità come le altre suore ci raccontavano! Eppure era una delle animatrici delle loro ricreazioni in refettorio nei giorni di festa …
Questo lato del suo carattere sicuramente emergeva in ‘privato’ prendendo il sopravvento sull’altro derivatole dal ruolo di direttrice-insegnante. Ce ne saremmo rese conto dopo, in varie occasioni, come quella in cui, ormai anziana, per le illustri firme di rappresentante legale si inventava pretesti di piccoli saldi da parte della superiora per organizzare i suoi café-party presso le macchinette distributrici. La sua conversazione era arguta, ricca di aneddoti e ricordi ilari; a volte fingeva una sorpresa ingenuità, che traduceva la furbizia di domande apparentemente innocenti, poste per arrivare in fondo alla questioni o alla curiosità.
Amava essere coinvolta nei discorsi; il suo senso di famiglia le faceva gustare ogni avvenimento congregazionale, a cui si interessava vivacemente, con desiderio di conoscere lo sviluppo e l’impegno missionario delle sorelle. Ogni evento la entusiasmava e la faceva godere, mentre riconduceva al Signore le sue ed altrui fatiche.
Nello squarcio di questo mio ricordo resta la sofferenza silenziosa, la debolezza accettata degli ultimi tempi, quando, nonostante tutto e quasi fino alla fine,  al mattino voleva raggiungere in chiesa le sorelle per unirsi alla preghiera, in un dialogo tranquillo con Colui che da tempo era diventato il suo vero, unico interlocutore: Gesù.
Fragile, in quel corpo ridotto allo stremo, nell’impossibilità di leggere e di comunicare con facilità, si è spenta con l’unica parola di gratitudine che è stata in grado di pronunciare poco prima di morire: “Grazie a tutte”. 

 (sr. Daniela)

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