Le comunità di Dushaj e Scutari scrivono:

La visita della superiora provinciale sr. Marta e della vicaria sr. Claudia alle nostre due comunità ( 19 novembre – 3 dicembre 2012)

e’ stata senz’altro l’avvenimento più atteso, dopo quasi un anno dalla sua elezione.
Ci ha dedicato due settimane intere e sono state per noi occasione interessante di studio e di scambi.
Infatti siamo state tutte insieme ben 4 giorni dedicati all’approfondimento e alla riflessione, ma anche a momenti di fraternità. Soprattutto abbiamo gradito l’incontro sulla Lectio Divina che ci ha insegnato ad eseguirla meglio e con maggiori frutti.

Questa visita è coincisa con i giorni di celebrazione del centenario dell’indipendenza dall’impero turco-ottomano (1912) e la liberazione dai nazisti nel 1944, che, a distanza di 32 anni, sono avvenute entrambe il 28 novembre. Vistosi i segni della festa con i cortei storici  delle scuole della città di cui, a detta di sr. Dila, il migliore era quello della scuola in cui insegnano le nostre suore. I bambini di Dushaj si sono esibiti con orgoglio in un festival musicale curato da sr. Vangie con la collaborazione di sr. Lia e di sr. Toline.
Una iniziativa molto interessante, nel programma dei festeggiamenti, e’ stata l’esposizione in Parlamento del primo Messale in Lingua Albanese del sacerdote Don Gjon Buzuku.
E’ venuto dal Vaticano grazie all’interessamento del Nunzio Apostolico. Ora è già tornato a Roma, ma durante l’esposizione e’ stato visitato da moltissime persone.
Interessante sapere che il primo scritto in Albanese e’ la formula del Battesimo dello stesso autore del Messale.

Entrambe le comunità sono nel pieno della loro missione di evangelizzazione, con le catechesi sacramentali a bambini e adulti e i servizi liturgici nelle cappelle da loro curate.
Con la prima domenica di Avvento si è celebrata anche la festa del protettore, san Nicola, nella chiesa che porta il suo nome. Ciò ha impegnato le suore in due settimane di  intensa preparazione di canti, recite e una drammatizzazione della vita del santo in chiave vocazionale, presentata dal gruppo dei giovani in costume popolare. E stato bello e partecipato: tutti hanno goduto.
I giovani sono ora impegnati a preparare i festeggiamenti natalizi e, grazie a Dio, sono davvero bravi perché lasciano tutto per essere presenti alle prove.
Sr Lirie ha fatto un altro incontro di formazione per i giovani francescani, cui è seguita la celebrazione delle promesse del secondo gruppo, nel convento di Scutari. Poco dopo ha partecipato al Capitolo OFS che ha eletto il nuovo Consiglio.
Abbiamo ripetuto la Festa della castagna con i giovani: i nostri e quelli di Fermentin curati dalle Suore Pastorelle con le quali collaboriamo. Anche agli adolescenti è stato proposto così un bel momento di aggregazione con lo scopo di alimentare in loro il desiderio di conoscersi, di crescere insieme e di fare un cammino di formazione umano-cristiana. Ciò ha favorito la nascita di un altro gruppo che si incontra tutte le domeniche pomeriggio ed è seguito da Sr Lirie.

 “E’ una fatica, ma quando tutto riesce bene, neanche la fatica si sente più. – dice sr. Dila – Tutto sta andando per il meglio, a scuola come nella  catechesi, sia con adolescenti che con gli adulti che sto preparando per l’iniziazione cristiana: coppie di sposi che, grazie alle brave mogli, frequentano la preparazione ai sacramenti.”

Continua sr. Cristiana:
Ho fatto un ritiro di un giorno con le Legionarie di Maria, nel monastero Carmelitano di Nenshat. Erano 20 signore che hanno partecipato con molta serietà. Impressionante la loro buona volontà di approfondire alcuni testi biblici. Alcune di loro sanno appena leggere, ma quello che esprimono nel momento della condivisione dice che davvero ascoltano la voce di Dio che parla al loro cuore. Prima di lasciare il Carmelo hanno desiderato incontrare le monache che facevano il colloquio, una delle quali era albanese e l’altra croata,  a cui hanno affidato molte loro pene e chiesto preghiere.
“Qui fa molto freddo, è nevicato e la neve si e’ ghiacciata, infatti siamo a meno 7°. Nonostante tutto bisogna uscire e andare a scuola, il Provveditorato non dichiara facilmente stato di emergenza e dice che dobbiamo abituarci ed organizzarci. C’è un po’ di paura a camminare nel ghiaccio, ma … il Signore ci aiuterà. A Dushaj e’ ancora peggio: sono a meno 10° e non possono nemmeno muoversi di casa.

 

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