Missione evangelizzatrice e benedizione della nuova chiesa di Apripe (Scutari –Albania)

La nostra estate è stata molto attiva. Domani torneremo a Scutari perché lunedì 26 agosto c’è il primo incontro a scuola; le lezioni cominceranno il 16 settembre, quindi avremo qualche giorno per riposare.

 La missione quest’anno ha toccato 4 zone pastorali: Lekbibaj, Apripe, Porave e Cernice. Ad Apripe è stata benedetta la nuova chiesa e la catechesi giornaliera è stata frequentata assiduamente sia dai bambini che dai ragazzi e i giovani. Le sale di catechismo, come sempre, sono improvvisate su un prato o tra i sassi, ma si cerca sempre di adornarle, magari con una croce costruita lì per lì e con dei fiori di campo. Sono state benedette e visitate tutte le case con un po’ di sacrificio per alcune … davvero irraggiungibili tra i dirupi! Proprio come dice Gesù, sulla roccia, al sicuro dai venti e dalle piogge impetuose. Nessuna è stata trascurata e la nostra povera gente accoglieva con esemplare fede, nella persona della suora, Gesù che aveva voluto arrivare fino a loro.Le più intraprendenti sono state Sr. Lirie e sr. Toline, insieme a  due suore di un’altra congregazione.

Il 21 luglio, nel pomeriggio, è stata benedetta la nuova chiesa, celebrazione a cui abbiamo partecipato tutte, accompagnando i fedeli anche nella recezione dei Sacramenti a cui erano stati preparati. Erano presenti  5 sacerdoti e due seminaristi che hanno curato tutta la liturgia. Al termine della S. Messa la gente stendendo per terra le tovaglie di carta ha improvvisato il banchetto. Tutto così semplice e bello che fa assaporare l’autenticità dei gesti feriali, piccoli, ma profondamente veri. Anche il Vescovo era seduto per terra come tutti, un po’più a disagio il sacerdote spagnolo, un benefattore, non abituato certo a tanta sobrietà.

 Tra i frati venuti dalla Spagna c’era un frate argentino, pittore. Abbiamo approfittato per L'impronta delle manichiedergli di dipingere il presbiterio della chiesa francescana di Raja. Non ha esitato e in pochi giorni attorno al Crocifisso che domina la parete di fondo si è accesa una luce, poi il paesaggio abitato dalle piante, una chiesina e infine S. Francesco che canta le lodi al Signore per tutte le creature. Durante il suo lavoro è stato attorniato da giovani, ragazzi e bambini ammirati e sorpresi: alla fine anche loro hanno voluto dare il proprio contributo. La domenica, quando il dipinto è stato inaugurato, i fedeli hanno potuto liberamente stampare l’impronta della loro mano come segno di attiva partecipazione all’opera e come impegno al rispetto per le creature del Signore.

Durante le nostre attività estive è stato nostro ospite il P. Gianfranco Testa, missionario della Consolata, in Nicaragua, Colombia e Argentina dove è rimasto per tanto tempo ed è stato anche incarcerato per 4 anni e 8 mesi. Il padre, esperto in ‘riconcialiazioni’, fa parte di una équipe che lavora in questo campo in Italia e, da un anno, anche in Albania. E’ stato inviato a Dushaj dai ragazzi che lavorano con le famiglie in vendetta nel Progetto Colomba  (Comunità Papa Giovanni). Qui da noi il problema è scottante e molto doloroso: abbiamo le famiglie degli uccisori che soffrono la solitudine e l’obbligo di restare chiusi in casa per paura della vendetta, ma anche le famiglie degli uccisi con le quali bisogna fare un paziente lavoro per condurle al perdono. Incontro con P.G ianfranco TestaCi ha impegnato molto ad esempio la famiglia della ragazza di 18 anni che è stata uccisa ad aprile mettendosi davanti al papà per salvarlo.

Con il padre Testa abbiamo fatto un incontro per tutti i giovani in casa nostra. Il Padre ha portato la sua esperienza conducendo i giovani a capire la differenza tra perdono e riconciliazione, a sforzarsi per crescere con una mentalità di pace e di perdono, a dare il proprio contributo per ridurre il problema ancora così vivo nella nostra società. Un altro incontro e’ stato fatto a Lekbibaj, zona tristemente nota per le molteplici uccisioni, con il capo del comune, i suoi collaboratori, gli infermieri e semplici cittadini. Qui il tema è stato molto dibattuto e certamente ha bisogno di essere ripreso in profondità anche con altre realtà della popolazione.

 

 

 

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