La comunità di Borgo San Michele ci regala due momenti significativi della Parrocchia:

La storia di una conversione

In occasione del triduo per la festa di San Michele la parrocchia ha organizzato un incontro con Paolo Brosio, giornalista e conduttore televisivo, che con semplicità ci ha dato la sua testimonianza di vita. La storia che lo ha portato alla fede è passata per momenti bui di disperazione, ma grazie alla sofferenza, come lui stesso racconta,  ha incontrato la misericordia del Signore.

Siamo liete di condividere con voi le impressione dell’incontro dalla relazione del papà di un nostro piccolo alunno: 

Ho partecipato volentieri alla testimonianza di Paolo Brosio del 29 settembre 2013a Borgo S. Michele di Latina. Quella domenica ho vissuto profonde emozioni. Paolo Brosio mi ha colpito perché in lui un “bambino,” come lui stesso si definisce in base al numero di anni vissuti con Dio, ha raccontato tutte le emozioni che ha vissuto, belle e brutte, senza alcun filtro e senza temere il giudizio degli altri. Non ha avuto problemi a manifestare i suoi errori, le sue cadute e non ha mai trattenuto le lacrime. Dio ama i bambini per la loro purezza, per la loro assenza di malizia e per la loro sincerità.

La vita di Paolo è proprio quella di un uomo di successo, carico di sicurezze, che credeva che tutto fosse centrato sul proprio io e non su Dio. Ha sfondato tutte le porte, ha fatto tutta la carriera che voleva, ha raggiunto la notorietà, ha avuto grandi ritorni economici. Era tutto merito suo.

Che succede ad un certo punto? Arriva la sofferenza, quella vera che ti sconvolge la vita. Ma da dove arriva la sofferenza?  Viene da Dio? Perché Dio dovrebbe mandare delle sofferenze a Paolo (a chiunque di noi), quello che aveva ottenuto era farina del suo sacco, non aveva rubato niente a nessuno. Perché il bisogno della croce?

Il mio parroco don Leonardo Maria Pompei, durante un’omelia, disse che la sofferenza viene da Dio come mezzo di salvezza. Noi cristiani dobbiamo soffrire per salvarci. sembra strano, ma per farci capire il concetto fece l’esempio dei bambini (si, sono sempre loro la figura che ritorna). Ha spiegato come noi genitori facciamo a volte soffrire i bambini insegnando loro l’educazione, il senso di responsabilità e il senso del sacrificio. Noi lo facciamo per il loro bene, non possiamo dare tutto e subito ai nostri figli perché poi non saranno in grado di superare le minime difficoltà in futuro.

Dio fa lo stesso con noi, ci manda le nostre croci in base alle nostre “spalle” e a quello di cui abbiamo bisogno.

Le croci iniziarono anche per Paolo e lui stesso ammette che la disperazione lo ha travolto perché non aveva la vera fede nel cuore. Ha passato seri momenti di difficoltà, che possiamo solo immaginare. Tutto quello che aveva creato intorno a sé lo rendeva forte agli occhi degli altri ma non era così. Il suo cuore era triste e vuoto, non bastava più il lavoro, i soldi, le donne e il successo aveva bisogno dell’amore di Dio. Lui ci ama sempre e comunque e ci aspetta sino al giorno della nostra conversione, che può arrivare dopo aver accolto la croce.

Il vescovo Mons. Petrocchi di Latina, in merito alle sofferenze, ha creato una bellissima espressione definendola con “3 A”….Ahimè, Amen, Alleluia. Ci ha voluto insegnare che la croce viene inizialmente accolta con dolore, ma nel tempo il cristiano può abbandonare il dolore dicendo Amen e così sia. In questo modo si accetta con amore la santa volontà di Dio. Solo dopo questa fase, il cristiano può gridare ‘Alleluia’ dopo un evento doloroso.

Paolo è stata una testimonianza autentica del cristiano che dopo aver accolto il dolore diventa fiero ed orgoglioso di cantare Alleluia.

Io spero che Dio ci aiuti a capire che il giusto verbo da mettere accanto alla felicità sia “essere” e non “avere. Puoi “avere” tutto e non essere felice. Per “essere” felice basta “essere” un vero figlio innamorato di Dio. (Un Genitore)

La festa dei nonni

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Festa dei nonni è toccante per noi vedere nel giorno dei nonni le due generazioni, così lontane negli anni ma così vicine con l’amore, che cantano e si emozionano insieme. Tutto questo grazie al grandissimo lavoro dello staff della scuola ” Madonna di Fatima” poche parole buttate giù di getto per ringraziare persone speciali che ci guidano con saggezza e bontà lungo il nostro cammino di genitori. (Loris, un papà)

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