Una Comunità’ che cresce nella Grazia dei Sacramenti

Il cammino catecumenale nella chiesa di San Nicola  a Scutari

 

Vogliamo condividere la gioia che si rinnova ogni anno a Pasqua nella nostra chiesa di S. Nicola: il Battesimo dei catecumeni “adulti”. Quest’anno erano 11, tra i quali la mamma di quattro bambini, 5 adolescenti e 5 bambini dagli 8 anni in su.

Dopo aver frequentato il catechismo per la dovuta preparazione, iniziano il Catecumenato la I Domenica di Quaresima durante la celebrazione della S. Messa. Vengono presentati alla chiesa, chiamati per nome, uno ad uno volgendo il volto verso l’assemblea. Con loro ci sono anche i genitori o i padrini. E’ un momento molto bello che risveglia in tutti la riscoperta del proprio Battesimo e il desiderio di viverlo nella vita quotidiana.

Dopo averli accolti,  il sacerdote inizia il rito dell’unzione con l’olio dei catecumeni delle orecchie perché’ possano presto aprirle totalmente all’ascolto della Parola di Dio, degli occhi per ammirare tutte le meraviglia del creato, della fronte per essere testimoni coraggiosi e credibili dell’amore del Signore, del petto per avere la grazia di custodire nel cuore  il grande dono che presto riceveranno.

La seconda tappa è la terza Domenica di Quaresima. Nuovamente vengono posti al centro dell’attenzione dell’assemblea e ricevono il Vangelo dal quale dovranno imparare ad attingere la sapienza di Dio. E’ commovente vedere come lo stringono al cuore con gioia e sorpresa!

La terza tappa è la quinta Domenica di Quaresima. Ormai sono disinvolti e si presentano con decisione al  celebrante che li chiama per nome e consegna loro la preghiera del Padre Nostro. P. Marino spiega loro che nel Battesimo diventeranno figli di Dio e a pieno titolo potranno poi rivolgersi al Padre con la preghiera che Gesù ci ha insegnato. L’assemblea segue sempre con molta attenzione e succede  anche che esploda in un applauso spontaneo. Sono momenti molto importante per tutti noi, sono occasioni preziose per riprendere in mano la nostra realtà di figli di Dio e per interrogarci sulla nostra fedeltà a questo  grande Sacramento.

Giunge finalmente la notte di Pasqua quando la chiesa, dopo essere stata avvolta dalle fitte tenebre della note, viene illuminata dalla luce del Risorto. Il coro e l’assemblea cantano le Litanie dei santi e i catecumeni con i loro Padrini, i ministranti e il celebrante fanno la processione lungo la chiesa per arrivare al presbiterio dove è collocato il fonte battesimale. Tutti stringono fra le mani una candela,  accesa dalla fiamma del Cero Pasquale.

Quando tutti sono giunti al loro posto, i catecumeni si accostano ad uno ad uno al fonte insieme al Padrino. Quel nome e quella formula proclamata ad alta voce e scandita lentamente crea un silenzio impressionante che fa capire quanto è profonda la partecipazione di tutti.

Solo al termine  dell’amministrazione del Battesimo  il silenzio viene rotto dal canto festoso dell’Alleluia accompagnato da un lungo applauso.

I sentimenti sono tanti e diversi, la gioia di nuovi fratelli rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, la consapevolezza riscoperta della paternità di Dio, la gratitudine al Signore che ha voluto nuovamente visitarci con la sua Grazia e infine la doverosa presa di coscienza del nostro essere cristiani, oggi, qui, in questa società così bisognosa di autentici testimoni.

 

 

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