Sui passi di San Francesco, attraverso la Valle Santa, all’incontro con Papa Francesco

Guidati dalla parola di Papa Francesco, ispirata dal Vangelo di Giovani: “Venite e vedrete” (Gv 1,39), abbiamo sentito anche noi l’impulso di metterci in cammino verso Gesù insieme ai giovani.

Unendoci alla proposta dei frati Cappuccini abbiamo partecipato al pellegrinaggio che loro hanno organizzato per i giovani di tutta Italia in preparazione all’incontro con il Papa l’11 e 12 agosto, a Roma.

 Frati, Suore e giovani provenienti da varie regioni d’Italia ci siamo incontrati a Rieti per cominciare il  pellegrinaggio sui passi di S. Francesco d’Assisi.

La nostra esperienza di pellegrini è iniziata il 6 agosto, giorno di festa della Trasfigurazione del nostro Signore. Come i discepoli anche noi in questo giorno siamo stati invitati a riscoprire in noi la chiamata “in quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli” (Mc 9,2); ad ascoltare la sua voce “questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo” (Mc 9,7 ); e a condividere la gioia dell’incontro.

E’ stata scelta la Valle Santa di Rieti per il nostro pellegrinaggio perché testimone dell’assidua presenza di Francesco d’Assisi. Ogni giorno abbiamo visitato un santuario di questa Valle accompagnati da un brano evangelico e un tema inerenti al luogo stesso.

La prima tappa è stata a Poggio Bustone con il tema: “Perdono e missione”. 

La seconda tappa siamo andati al Santuario Santa Maria della Foresta, dove abbiamo incontrato i ragazzi della comunità Mondo X, con il tema: “Il cambiamento. L’uomo perdonato entra in relazione con il creato”. Lo stesso giorno visitando il Palazzo Vescovile e la Cattedrale di Rieti, abbiamo ascoltato la catechesi, con il tema: “La carità di Francesco d’Assisi, come restituzione a Dio”.

Il terzo giorno, siamo andati al Santuario di Fonte Colombo, il “Sinai” francescano, con il tema: “Darsi delle regole”.

Per l’ultima tappa del pellegrinaggio francescano ci siamo recati a Greccio, la “Betlemme” francescana, con il tema: “Se non ritornerete come bambini”. Qui abbiamo goduto una celebrazione Eucaristica straordinaria: la Messa d Natale con bacio al Bambinello, canti natalizi e scambio di auguri!

In questi luoghi è stato possibile scoprire il segreto di una vita semplice, eccezionale, ma non lontana.

Questo cammino è stata una opportunità per riappropriarci del nostro essere più intimo, più vero, che il chiasso e la frenesia di tutti i giorni nascondono.

Ripercorrendo il cammino di Francesco abbiamo conosciuto come lui ha vissuto il suo rapporto con il Signore, abbandonando tutto ciò che gli era di ostacolo per progredire nel cammino verso la santità.

La meta finale del nostro cammino è stata Roma, dove abbiamo incontrato Papa Francesco. Ci siamo uniti a lui e a tanti giovani provenienti dalle diverse parte d’Italia nella preghiera per il Sinodo dei giovani che si celebrerà a ottobre. (Sr. Victoria, Sr. Marta e Rina)


VERSO IL SINODO

Pellegrinaggio con San Francesco e i giovani nella Valle Santa di Rieti.

Sono grata al Signore per l’opportunità che mi ha dato di sperimentare la gioia nel percorrere le strade che ha percorso San Francesco nei luoghi della Valle Santa: Fonte Colombo , Santa Maria della Foresta , Poggio Bustone e Greccio dove lui si ritirava spesso a pregare in solitudine. Per me è stato emozionante vedere i tanti giovani che si mettono in marcia con entusiasmo e gioia pronti alle fatiche del cammino. L’inizio è stato significativo quando il vescovo di Rieti, e quindi la Chiesa, ha consegnato a ciascuno di noi una croce, segno di sostegno nella fatica con la meta ben chiara: arrivare a Cristo. Il Vangelo che abbiamo letto nella messa della festa della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor prendendo con sé Pietro, Giacomo e Giovanni è stato per me veramente il momento decisivo per mettermi in ascolto del Signore: sono entrata in me attraverso la preghiera, il silenzio, la riflessione della Sua Parola, poi durante l’incontro e il confronto con gli altri mi sono sentita arricchita nel mio cammino. Nei lunghi giorni di cammino è stata sempre la Parola di Dio che mi ha accompagnato e dato forza e gioia nell’ andare avanti superando le mie debolezze e fragilità, facendomi consapevole, ma ora maggiormente convinta che Lui mi ama.
Posso dire che il cammino è stato faticoso e bello nello stesso tempo. Arrivare a Poggio Bustone dove San Francesco ha vissuto un po’ della sua vita……!
E’ andato a Poggio Bustone perché era in dubbio su cosa fare con i frati che Dio gli aveva donato e la risposta gli è venuta direttamente dal Signore che moltiplicherà il suo Ordine. Ripercorrendo la strada faticosa e impegnativa che san Francesco ha percorso quando era malato, mi ha fatto riflettere quanto grande era la sua fede in Cristo e il Sacro Specchio, un luogo in alto e in salita, per me è stato un richiamo che la fatica aiuta a crescere e a maturare la fede in Cristo.
Anche la Foresta è un santuario dove san Francesco si ritirava a pregare il Signore. Nella grotta si vede una fessura nella pietra: per San Francesco era il costato di Cristo dove entrare nell’intimo, soli con Gesù. In questo luogo ho gustato veramente la preghiera e la gioia nell’ allontanarmi da altri pensieri e restare tutta unità a Gesù. Qua si trova una comunità del mondo X dove i giovani che provengono da esperienze di fallimento si aiutano tra di loro a cambiare vita attraverso la preghiera comune,il lavoro quotidiano e l’allontanamento dal mondo digitale. Piano piano riescono ad entrare in se stessi e a trovare il vero senso della vita. Diceva uno di loro che per stare bene basta poco: non andare a cercare le cose che ci ingannano ma quelle che rimangono per sempre.
Un’altra cosa che mi ha toccato è stata la condivisione in gruppi durante la quale ognuno ha condiviso l’esperienza spirituale vissuta in questi luoghi santi:in qualcuno ha suscitato tante domande che non avevano mai fatto a se stessi e invece qualcuno ha trovato una risposta ai tanti interrogativi.
Per la mia esperienza, la condivisione in gruppi è sempre una ricchezza grande perché mi aiuta a dialogare e a confrontarmi con gli altri, aprirmi alle diverse idee e ai valori che ciascuno porta in cuore.
Fonte Colombo è il posto dove Francesco ha scritto la regola ispirata da Cristo.
Il frate-guida spiegando l’importanza della Regola diceva che non è necessario capire la regola perché la capisci solo nel momento in cui la segui, e una regola diventa tua nel momento in cui hai capito il motivo, come per san Francesco che è diventata sua vita la regola ‘‘Seguire il Vangelo”.
L’altro luogo che mi ha colpito è stato Greccio dove san Francesco rappresenta il Santo Natale con il Bambino Gesù perché voleva vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui Gesù si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà e si raccomanda l’umiltà.
Quel giorno, il 10 agosto, abbiamo celebrato la S. Messa di Natale con il bacio a Gesù Bambino, i canti natalizi e lo scambio degli auguri di Natale, creando una atmosfera bellissima e commovente.
Il padre Raffaele, frate cappuccino, ha fatto una catechesi sull’umiltà che dobbiamo raggiungere non costringendo la realtà a diventare a nostro favore, ma diventare noi umili accogliendo noi stessi, la nostra storia, imparando ad essere obbedienti e a guardare con gli occhi di Cristo, vivere come ha vissuto Cristo perché Dio ci ama per quello che siamo, fragili e deboli.

E poi….verso Roma !

E’ stato bello e impegnativo il cammino per arrivare a Roma dove abbiamo incontrato il santo Padre, papa Francesco al Circo Massimo. Ero piena di entusiasmo insieme a moltissimi giovani arrivati a Roma da cammini diversi. Aspettavo con ansia il messaggio che ci avrebbe rivolto, pronta a custodirlo nel mio cuore per farlo diventare realtà nella mia vita.
Mi hanno toccato le sue parole quando ha detto che tante volte Gesù bussa alla porta del nostro cuore, perché lo lasciamo uscire, ma noi lo lasciamo prigioniero perché non lo testimoniamo. Gesù ci insegna il cammino per uscire da noi stessi: è la testimonianza che viene dalla consapevolezza di essere amati da Lui.
Con questa certezza di essere e sentirmi amata da Gesù, mi metto in cammino senza paura e senza ansia, voglio che la mia vita diventi sempre più bella nell’andare verso di Lui e verso i fratelli con il cuore pieno di amore, di fede e di gioia finché sarò tutta Sua.
Con cuore lieto nel Signore ringrazio tutti coloro che mi hanno dato la possibilità di partecipare a questo bellissimo pellegrinaggio, una vera grazia per il mio cammino di formazione.

Postulante Rina Pepkolaj Fmsc

 

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