1919 – 2019 Cento anni di presenza… sui passi della Provvidenza

“Meravigliosi sono i tratti della Provvidenza, alla quale nessuno ha diritto di chiedere perché questo, in questo modo e non altrimenti … Iddio prova, ma non abbandona e ciò basta per confortarci.”

Queste parole del nostro Fondatore, P. Gregorio Fioravanti ofm, hanno sempre sostenuto le prime sorelle, che il 14 agosto 1919, hanno coraggiosamente intrapreso l’opera di fondare una nuova comunità a Colonnata e ad aprire un “asilo” per accoglierne i bambini. Furono tempi durissimi quelli in cui vissero le suore, a causa del conflitto mondiale appena concluso, tempi segnati da povertà estrema, mancanza del necessario, difficoltà d’ogni genere, a volte anche da avversità.
“A Colonnata (si legge nella cronaca della comunità) non trovarono nulla, solo le pareti. Questa squallida povertà commosse la Madre Generale che disse: Povere suore! poi ci incoraggiò dicendo che i nostri disagi attireranno la Benedizione di Dio sulla nostra missione.” Le suore non si scoraggiarono, tutt’altro, seppero affidarsi a Dio e affrontare le difficoltà con pazienza e letizia francescana. Fin da quei tempi furono “suore in uscita” (usando una parola tanto cara a Papa Francesco) “iniziarono a far conoscenza con buone famiglie” e ad aprirsi al territorio per portare la parola di Gesù. Oltre che all’asilo con i più piccoli, si dedicarono al doposcuola dei bambini della scuola elementare e in seguito avviarono anche la scuola di lavoro; tante iniziative pur di tenere vicino bambini e ragazzi. Racconta Sr. Amedeo nella sua cronaca: ”Ci demmo alle opere di apostolato di vero cuore.”
Sono passati cento anni, ma la nostra missione di Francescane Missionarie del S. Cuore è ancora “affidarci alla Provvidenza”, camminare con la Chiesa e aprirci al territorio accogliendo ogni persona, nello stile francescano di minorità e semplicità, portando consolazione e speranza a chi è in difficoltà.
Il 24 novembre alle ore 11.30 noi, Suore della comunità “S. Maria Maddalena De’ Pazzi”, ci siamo ritrovate assieme alla Superiora Provinciale e al suo Consiglio, nella Chiesa di S. Romolo a lodare il Signore dei tanti doni che ha elargito alle sorelle passate qui. La chiesa era ricolma di colonnatesi e non, tante persone che hanno frequentato la nostra scuola e che con noi hanno instaurato rapporti di consolidata amicizia e riconoscenza, per quello che hanno vissuto frequentando la nostra casa. Insieme abbiamo ringraziato Dio cantando l’inno “Meravigliosa Provvidenza”, per il cammino fatto fino ad oggi, perché ci ha guidate e sostenute con la sua Benedizione e lo abbiamo invocato perché non faccia mai mancare a questa porzione di popolo la presenza della vita consacrata. Terminata la celebrazione ci siamo trasferiti nella nostra scuola, per visitare l’ampia mostra con quasi trecento foto, che rievocavano pezzi di vita di tanta gente. Tutti si sono messi alla ricerca dei propri volti, lasciandosi andare nei bei ricordi passati. Un bella festa di famiglia allargata, tanta partecipazione gioiosa, tanta condivisione, e al momento di spegnere le candeline sulla torta il bellissimo messaggio di Sr. Cristiana.

Ecco alcune testimonianze raccolte dopo l’esperienza vissuta alla Richard il 24 novembre:

Testimonianza di Alessandro Marchese
Cosa scrivere sulla festa dei 100 anni delle Suore a Colonnata…? Sono troppe le emozioni, gli odori, i suoni: sono incredibilmente gli stessi di quando ero bambino.
Per motivi di lavoro sono passato quando tutto era già finito. Ma qualcuno mi ha aperto lo stesso. Sembrava di essere in un campo di battaglia dopo una guerra. Negli occhi delle Suore la fatica di una lunga giornata che ancora non era finita.
Attaccate ai muri parlavano vecchie foto con tuttora appiccicati gli sguardi di chi cercava avidamente qualcosa o qualcuno da riconoscere. Immagini sbiadite, in bianco e nero, statiche. Ma quanto movimento suscitavano dentro di me, quanta passione!
Sono rimasto solo un poco, ma quel tempo è bastato. Le suorine le ho abbracciate tutte, con gli occhi umidi di un riconoscimento sincero che veniva da lontano.
Grazie Suorine. Grazie per tutto quello che ci avete dato, insegnato, offerto forse senza una preparazione didattica precisa, ma con tanta gratuità e amore che porterò sempre con me.
Vado via frastornato dai ricordi, anche il cannellone verde mi parla mentre mi vede passare. Lo rinchiudo gelosamente mentre esco di nuovo con la cura e la precauzione di quando si ripone in ripostiglio una bottiglia di olio nuovo con la paura che possa perdere.

Testimonianza di Barbara e Simone
Sentirsi a casa da qualche parte – questo è per noi l’Asilo A. Richard di Colonnata.
È stato luogo di incontro nel momento in cui la famiglia comincia a stare stretta e si vuole volare alto e si vuole volare via.
Abbiamo trovato sempre la porta aperta e abbiamo respirato aria di accoglienza e profumo di pane. Siamo cresciuti con il sogno di San Francesco come stella polare, un sogno fatto di gesti concreti e di attività semplici come il catechismo, il doposcuola, il teatro, i campi-scuola, La Thuile.
Domenica scorsa è stata vera gioia vedere la comunità di San Romolo stringersi intorno alle nostre suore, donne con lo sguardo acceso, donne innamorate, donne sottovoce.
È stato emozionante girarsi indietro e rivedere la strada fatta insieme, riconoscere i volti ed abbracciarsi con tenerezza e gratitudine.
Ora riprendiamo il cammino con un semplice grazie per quello che è stato e per quello che il Signore ancora ci regalerà.

Testimonianza di Cecilia Nubiè
Le Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore sono da cento anni a Colonnata. Cento anni di vita tra noi: li abbiamo appena ricordati e festeggiati, nella parrocchia di s. Romolo e presso la loro scuola, domenica 24 novembre, nella festa di Cristo Re.
I primi ad affiorare sono i ricordi: quelli vissuti personalmente, da bambina, poi ragazzina, poi sposa e madre, e quelli narrati, dalla mia mamma, dai miei familiari e dai tanti colonnatesi e sestesi che lì sono cresciuti, grazie alla scuola dell’infanzia, al doposcuola, alla scuola di cucito, al catechismo… tantissimi i volti, le impressioni, le situazioni che affollano la memoria.
Poi il ricordo dei nostri malati, sempre visitati dalle Suore, non solo quelli a cui esse portavano e portano la Comunione, ma anche quelli che non la richiedono, ma che sono ben felici di ricevere la loro visita e una parola di conforto e di amicizia. Le Suore sono sempre entrate nelle case di tutti, anche in quelle in cui il parroco non era mai chiamato: un sorriso, qualche parola di speranza, qualche ricordo comune sono sempre stati ben accettati e graditi un po’ da tutti, indipendentemente dalle convinzioni e dalle diversità.
Tra i ricordi e la storia locale, il viaggio è parallelo: quante storie, quanti volti, quanti eventi, ora lieti, ora drammatici… la guerra, la fame, la miseria, l’ostilità, la diffidenza; ma anche le nascite, i battesimi, i matrimoni, il canto, le band giovanili, il pattinaggio. Lo sbocciare di nuovi amori, i canti dei bambini, le recite teatrali, le prime schitarrate: molte cose sono nate, cresciute e anche finite intorno e accanto alle nostre Suore, che hanno sempre saputo essere un punto di riferimento per la parrocchia e per tutti noi.
Che dire, oggi, dopo cento anni? Innanzitutto rendiamo lode al Signore per questo grande dono, non scontato e del tutto gratuito: Colonnata non ha chiesto né meritato la presenza delle Suore, l’ha ricevuta come una Grazia e così l’ha sentita e accolta. Ha però voluto bene alle Suore, questo sì, e questo esse stesse, quelle che ci sono ora e quelle che sono passate, possono confermarlo in sincerità di cuore. Del resto, l’affetto e la commozione erano ben visibili e tangibili nei volti di tutti anche durante la Messa e la festa successiva.
Poi ringraziamo la Congregazione, che le ha inviate tra tante difficoltà e sempre sostenute, fino ad investire recentissimamente sulla loro struttura, resa ancora più bella e sicura dalla ristrutturazione appena terminata.
Infine ringraziamo le Suore, quelle che sono state nel passato a Colonnata e quelle che ci sono adesso: per aver condiviso le nostre gioie e le nostre difficoltà, quelle personali e quelle comunitarie; e per aver sempre testimoniato tra noi l’amore di Dio e la Sua misericordia.

 

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