LA SPERANZA, LA VIRTU’ PIU’ PICCOLA MA LA PIU’ FORTE

“La speranza, la virtù più piccola ma la più forte” (Papa Francesco)

Ecco come la nostra comunità’  ha cercato di trasformare questo tempo di quarantena in tempo missionario diverso, ma prezioso. Abbiamo individuato e sottolineato, i  punti in cui la missione e’ più’ impegnata:

La comunità’ ha sentito subito  la necessita’ di dedicare maggior tempo alla preghiera, oltre a quella personale ha stabilito di recitare insieme l’ora nona e il santo Rosario, sostare a lungo in adorazione eucaristica e presentare a Gesù il dolore del mondo, restare attente e documentarsi bene sui decreti del Governo del Paese, sulle raccomandazioni del Papa e le direttive della Diocesi.

Avendo più’ tempo a disposizione abbiamo messo in atto le nostre capacita’ manuali, cucito, braccialetti, cura dell’orto, dei  fiori per le nostre chiese, in pratica  tutto quello che, in tempi normali, viene trascurato per dare precedenza ai poveri.

 

L’apostolato diretto e’ stato sospeso ma con i nuovi mezzi di comunicazione abbiamo cercato di restare  in contatto con le famiglia, con i giovani inviando brevi messaggi di fede e speranza ed abbiamo partecipato ad alcune iniziative della diocesi, come ad esempio la domenica delle palme  mettere un ramo verde alla finestra con un messaggio.

Per la settimana santa Sr. Dila Vasia con alcuni giovani di Raja e Cernice  ha realizzato un video con alcune stazioni della via crucis, trasmesse poi dalla TV.

La  comunità’ ha realizzato striscioni posti davanti  alle chiese per annunciare a tutti che, nonostante la pandemia, Cristo è risorto e abbiamo augurato a tutti la  

BUONA PASQUA!

La Carità’. Abbiamo   continuato il nostro servizio, anzi abbiamo  aumentato il lavoro, perché chi soffre di più in tempi di crisi sono proprio i poveri.

Abbiamo  preparato buste contenenti cibo di prima necessità: pasta, olio, zucchero, e inserendo anche diverse bustine di semi di verdure da piantare, stimolando in loro il desiderio di ricominciare a lavorare per riaccendere la speranza. Non è stato semplice organizzare la distribuzione, ma ci hanno aiutato i negozianti con la distribuzione dei sacchi di farina, molti poveri invece sono venuti alla Missione e hanno ricevuto i viveri con uno stratagemma da noi pensato. Abbiamo creato un cesto che saliva e scendeva dalla terrazza e così i poveri sono stati serviti e abbiamo evitato i contatti. Ai più lontani siamo andate noi stesse a consegnare il cibo in casa, certamente con un po’ di rischio in più, ma sempre con grande attenzione e severa cautela.

Servizio Sanitario: L’ambulatorio  e’ rimasto chiuso ma in caso di necessita’ come scottature, piccole ferrite o richieste di medicinali, la comunità’ ha provveduto a quanto veniva richiesto.

In questo tempo non siamo state dimenticate dai nostri fedeli, molti ci chiamano al telefono per sapere come stiamo e non è mancata neanche per noi la carità da parte di alcuni di loro che hanno condiviso ciò di cui dispongono: latte, formaggio…

Comunità di Dushaj Albania

          

 

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