PANDEMIA TEMPO DI PROVA E RINNOVAMENTO

Tutto concorre al bene per quelli che amano Dio” Rm. 8,28

Coronavirus, zona rossa, pandemia, curva dei contagi, quarantena, terapie intensive…e tanti altri nuovi termini più o meno scientifici, insieme ad immagini toccanti che arrivavano dall’Italia e da diverse parti del mondo, ci hanno raggiunto nel nostro quotidiano comunitario, attraverso radio, TV, e ancor più attraverso la consultazione di agenzie stampa sulla rete telematica.

 Da una vaga domanda all’inizio del fenomeno Corona virus, nel mese di febbraio, ascoltando nel tempo di ricreazione il telegiornale, l’improvviso crescendo del contagio in Cina e in Italia settentrionale, seguito dalle prime vittime altrettanto in crescita, la comunità si è poco a poco composta in una umana e cristiana condivisione del dramma e dei drammi umani cui abbiamo assistito in questo periodo, restando senza parole.

 Abbiamo spesso cercato di dar voce al dolore e alla solitudine di chi ha sofferto ed è morto senza la consolazione di un famigliare vicino e poi è stato portato a sepoltura altrettanto solo. Le sole ceneri sono tornate alla famiglia!

 Questo virus sibillino, ci ha mosse a pregare per tanto dolore e per tanti che soffrivano e soffrono con senso di smarrimento di fronte alla fragilità di chi si sente impotente.

Certo non è da escludere che noi stesse abbiamo provato timore del contagio, specie quando si è risaputo di due congregazioni qui a Roma e dintorni che hanno avuto al loro interno parecchie suore contagiate di cui due non ce l’hanno fatta!

 Allora stare a casa per difendere la comunità, specie le parecchie suore anziane che abbiamo, è stata la priorità : ci ha impegnate un tempo di più intensa vita fraterna.

 Ma la clausura della quarantena, stranamente,  ci ha spinte ad aprirci con empatia al bisogno della gente, al vicinato ,per essere insieme, per manifestare la  riconoscenza a medici e infermieri, che rischiano la vita per tutti e  per esprimere la voglia di cantare  la gioia di vivere esorcizzando la paura del Coronavirus.

Anche un gruppo di noi è sceso nel cortile all’appuntamento, fissato a mezzogiorno e a sera, comunicati sulla rete per più di una settimana… Il fenomeno di questa festa di quartiere a tempo, è iniziato per i vicoli di Napoli, e a Roma ha trovato vasta diffusione.

Il nostro istituto M. Immacolata nato e cresciuto col quartiere di Centocelle negli anni ’50, si trova al centro di una schiera di palazzi, che si affacciano sul nostro cortile e i campi da gioco, ecco perché in questo periodo si è potuto creare una specie di dialogo col vicinato, ora con il canto e le danze, ora con la preghiera.

All’inizio eravamo partite con la partecipazione all’esposizione del tricolore e il canto corale dell’inno nazionale, …Bello e coreografico vedere i balconi e le finestre spalancate e vive di famiglie decise a far festa a far squadra per essere insieme più forti, vincere la paura e dire grazie.

Presto la nostra semplice partecipazione si è trasformata in proposta di preghiera, sulla scia delle celebrazioni contro la pandemia, volute dal santo Padre e dalla CEI e trasmesse in TV.

Per noi è stata una nuova forma di pastorale di….cortile con altoparlante, e tanto cuore.

Ancora oggi si continua con la preghiera del Rosario, comunitario ed itinerante, dei sabati di maggio. La comunità intera, incluse le suore dell’infermeria che possono scendere con la carrozzina, si ritrovano per condividere la preghiera mariana all’aperto, anche coi nostri vicini, che hanno espresso parecchi consensi ed incoraggiamenti. Per noi è stato un segno importante, abbiamo capito che la gente ha tanto bisogno di Dio e di relazionarsi a Lui, è in ricerca e in questo la nostra vocazione per loro ha tanto senso!

Altro aspetto di questa quarantena che è stato veramente deficitario, è l’assenza della celebrazione eucaristica, che ci manca dalla chiusura delle chiese.

La mancanza è stata avvertita di più a Pasqua, ma per fortuna l’assenza è stata alleviata da un supplente d’eccezione che abbiamo trovato, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione: Papa Francesco!

Ogni mattina abbiamo avuto, proiettata in Chiesa, la sua celebrazione eucaristica da santa Marta.

Devo dire che è stata una esperienza davvero arricchente, per il contatto abituale con la persona così umana, ricca e profonda del papa. Le sue, contenute omelie quotidiane, sono state delle piste di vita spirituale e di fede. Un dono davvero inaspettato da far fruttificare.

 Alla fine bisogna dire che disguidi ci sono stati, ma nessuna si è ammalata e alla fine da ogni difficoltà è nato un bene e che bisogna credere al caro s. Paolo quando dice che:

tutto concorre al bene per quelli che amano Dio”(Rm.8,28)

Per chi di noi è impegnato direttamente nella missione educativa della scuola, è iniziato un nuovo tempo, un nuovo impegno, un nuovo modo di svolgere la propria missione.

La priorità, sin dall’inizio del lockdown, è stata quella di renderci il più possibile vicine e presenti alle famiglie dei nostri alunni. In uno spirito di discernimento comunitario ci siamo messe alla ricerca, attraverso anche il coinvolgimento dei nostri insegnanti laici, per trovare la modalità più idonea alle necessità degli alunni e delle loro famiglie, sia dal punto di vista didattico, ma anche e soprattutto per mantenere vivo un contatto di sostegno e disponibilità alle famiglie nelle loro più variegate situazioni.

A questo scopo ci è venuta molto incontro la tecnologia, strumento utile, al quale ci siamo aperte anche se alcune di noi non avrebbero mai pensato di utilizzare piattaforme online, video lezioni, collegi docenti a distanza, video, foto ed email…. Una grande sorpresa per molte di noi! Ma ci siamo dedicate con grande impegno e serietà, consapevoli però che niente può sostituire il contatto diretto con gli alunni, i loro sguardi, i loro sorrisi, le loro difficoltà e le loro più sorprendenti genialità.

Unanime è stata la risposta positiva dei genitori i quali si sono sentiti sostenuti ed incoraggiati anche dai nostri piccoli gesti e messaggi che in vari modi abbiamo fatto giungere a tutte le famiglie. La loro riconoscenza è stata per noi stimolo a continuare in questa didattica a distanza, sostenute sempre dall’aiuto di Dio.

                                                                           La comunità di Centocelle

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