“BUONE COSE ACCADUTE IN TEMPI SPIACEVOLI”

ESERCIZI SPIRITUALI DURANTE IL COVID-19 PANDEMIA

17-22- maggio 2020

“BUONE COSE ACCADUTE IN TEMPI SPIACEVOLI”

Il mese di maggio di solito per le nostre comunità nelle Filippine è il periodo dei nostri santi Esercizi spirituali Forse la pandemia è stata una benedizione?!

A causa del COVID-19, eravamo tutte sotto il blocco o quarantena. I cittadini filippini sono stati fortemente e continuamente invitati a rimanere a casa per stare al sicuro dal contagio.  Una conseguenza di tale legge fu la cancellazione dei ritiri annuali programmati, dei mezzi di trasporto per i viaggiatori che potevano viaggiare soltanto per un motivo valido, riconosciuto tale dalle autorità civili.  Ma, sicuramente, non siamo state esenti dal migliorare la vita spirituale della nostra comunità religiosa. Un giorno, durante la cena, stavamo esprimendo le nostre riflessioni e le disgrazie che stiamo vivendo durante questa pandemia. Io ho espresso il mio desiderio per la comunità: fare il  ritiro spirituale nella nostra casa in comunità e riflettere sul tema del nostro XX Capitolo Generale dell’anno 2017: “FMSC IN MISSIONE RINNOVIAMO IL NOSTRO ENTUSIASMO EVANGELICO PER ABBRACCIARE E DARE VITA CON IL CUORE DI CRISTO CROCIFISSO” integrato dal  tema:“ SIAMO MISSIONE: TESTIMONIAMO L’AMORE REDENTIVO CON PASSIONE ” che la nostra Provincia Maria Immacolata aveva riflettuto e presentato a noi come strumento del nostro cammino spirituale triennale.

 La comunità è stata contenta della proposta e ha immediatamente concordato con essa. Quindi è seguita la domanda: chi guiderà gli Esercizi? La superiora Sr. Mirza ha detto:” Dato che hai avuto questa buona idea, ti preghiamo di preparare tu le riflessioni di ogni giorno e di facilitarci gli Esercizi Spirituali”. All’inizio, l’ho preso come uno scherzo. Più tardi, ho capito che non era uno scherzo perché, dopo alcuni giorni, mi ha seguito chiedendomi se mi stavo preparando. Non potete immaginare i miei pensieri! Penso sia stata la stessa sensazione provata da Gesù, quando era in agonia nel giardino del Getsemani e pregava il suo Padre celeste mentre gocce di sangue si formavano come sudore e cadevano a terra. Tuttavia, ho accettato di prepararmi.

Forse molte di voi ridono di me e si chiedono perché ho accettato quel compito. L’ho accettato perché mi sono ricordata di ciò che Dio ha detto a Caino: dov’è tuo fratello Abele? Che cosa gli hai fatto? Le stesse parole che mi sarebbero state rivolte: Theresa, dov’è tua sorella nella comunità? Che cosa le hai fatto? Questa Parola di Dio è stata la mia ragione principale per cui ho accettato di facilitare gli Esercizi Spirituali dal 17 al 22 maggio 2020 nella nostra comunità di Calbayog.

Certo, non condividerò qui ora le riflessioni del nostro ritiro di sei giorni. Ma è un piacere condividere il riassunto del ritiro e la nostra esperienza. Ecco perché l’ho intitolato “BUONE COSE ACCADUTE IN TEMPI SPIACEVOLI”.

Abbiamo iniziato gli Esercizi Spirituali nel silenzio, in solitudine, nell’intensa preghiera e nel desiderio di ascoltare il battito del cuore di Gesù, proprio come il suo amato discepolo San Giovanni che ha sentito il battito del cuore di Gesù quando ha adagiato il capo sul suo petto durante l’ultima cena.

Abbiamo preso il documento del Capitolo Generale XX 2017. Fortunatamente, è composto da cinque capitoli, che andavano proprio bene per gli Esercizi di sei giorni. Grazie all’ispirazione dello Spirito Santo, abbiamo aggiunto un altro argomento: “Identità come FMSC”. Crediamo fermamente che con Cristo tutto sia possibile.

La nostra forza trainante per “FMSC IN MISSIONE” dovrebbe essere l’Amore di Gesù e l’esperienza personale della salvezza, che ci spinge come missionarie a cercare la nostra identità che è radicata in Cristo. Quindi, con l’aiuto dei  documenti della Congregazione: Le Memorie Storiche, la legislazione e la Regola non Bollata 1221 e Regola Bollata 1223 di San Francesco d’Assisi, abbiamo cercato l’origine della fondazione della nostra Congregazione e catturato l’identità missionaria FMSC:” Fedeltà alla vita di preghiera alimentata dalla Parola di Dio, vita come testimonianza della fraternità e dell’annuncio del Vangelo con gioia, con umiltà e spirito di servizio,  minorità e accoglienza verso i poveri e i bisognosi.”

Questa scoperta della nostra identità missionaria ci ha reso consapevoli anche dei nostri limiti umani, illusioni e infedeltà. Quindi abbiamo nascosto i nostri volti per la vergogna e abbiamo sentito il bisogno di “RINNOVARE IL NOSTRO ENTUSIASMO EVANGELICO”. Con sincerità ci siamo chieste: “Quali sono i motivi per cui perdiamo il nostro entusiasmo missionario? Ci sono così tante ragioni che ci fanno perdere il nostro entusiasmo evangelico. Ma la ragione più saliente è questa: spesso dimentichiamo che il Vangelo ci offre amicizia con Gesù e amore per i nostri fratelli e sorelle.

Ora abbiamo scoperto il motivo principale per cui abbiamo bisogno di rinnovare il nostro entusiasmo evangelico, chiediamo la grazia a Dio che ci provveda la soluzione. Lo Spirito Santo ci ha ispirato ricordandoci: “… dal Cuore trafitto, le sorelle attingono amore redentivo, profonda benevolenza e zelo apostolico per l’umanità” (Cost. # 4).

Preghiera, contemplazione, adorazioni prolungate ci porteranno ad “ABBRACCIARE E DARE VITA”. In che modo? Il brano evangelico del buon samaritano è stata l’immagine perfetta che abbiamo trovato come risposta alla nostra ricerca di come abbracciare e dare la vita ai nostri fratelli e sorelle bisognosi. Come San Paolo, l’apostolo che fu chiamato, scelto e inviato a predicare la Buona Novella sia agli ebrei che ai gentili, anche noi siamo chiamate e inviate come missionarie in qualsiasi parte del mondo per spezzarci e condividere la nostra vita e donarla. Come San Paolo, dovremmo essere aperte ad ascoltare lo Spirito Santo e obbedienti alla sua ispirazione, pronte a collaborare con Lui. Solo così possiamo diventare capaci di abbracciare con compassione i poveri e gli emarginati. In questo modo, possiamo dare la vita nella nostra missione. Quindi possiamo trovare un senso alle parole di Papa Francesco: “Sono una Missione su questa terra; questo è il motivo per cui sono qui in questo mondo. Dobbiamo considerarci sigillati, persino marchiati da questa missione di portare luce, benedizione, ravvivare, sollevare, guarire e liberare”. (EG n. 273).
Poiché la missione è il fondamento della nostra vocazione e il Vangelo è la regola e la vita, dobbiamo proclamarlo con la vita e le parole. La buona notizia di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è il segno di speranza per tutti, specialmente per i poveri. In questo modo, possiamo ripristinare la gioia del Vangelo che abbiamo ricevuto.

Per predicare il Vangelo, per abbracciare e dare la vita, come Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore, dobbiamo farlo “CON IL CUORE DI CRISTO CROCIFISSO”. Significa “sofferenza”. Significa fare come Gesù, morire sulla Croce per amore di Dio Padre e per la salvezza dell’umanità peccatrice.

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita la distrugge e chi disprezza la propria vita in questo mondo la salva per la vita eterna”. (Giovanni 12: 24-25)

Ho veramente assistito all’opera dello Spirito Santo consolatore in tutte noi.

In che modo lo Spirito Santo ha lavorato in noi? Abbiamo sentito che ci ha accompagnato in tutti i momenti degli Esercizi; nella liturgia delle ore che abbiamo pregato, nelle intercessioni personalizzate dell’ebdomadaria Sr. Mirza, nei canti che abbiamo scelto, accompagnati dalla chitarra da Sr. Mirza e dall’organo da Sr. Marilyn, la partecipazione attiva di suor Gracy in tutto, le letture quotidiane della Santa Messa e le omelie del sacerdote nella cattedrale durante questa settimana che erano tutte in linea con i nostri temi di ogni giorno.   Attraverso il suo intervento, il Signore ci ha confermato che è molto contento della nostra povertà, dello spirito di minorità e umiltà. Praticamente, ci ha fornito tutto, incluso il cibo per il nostro nutrimento fisico. Con nostra sorpresa, durante i giorni di Esercizi, ogni giorno, la divina provvidenza ha ispirato uno o l’altro a offrirci il cibo che la gente ha portato al nostro convento. Non abbiamo mai informato nessuno che eravamo in Esercizi Spirituali, che non potevamo perdere tempo in cucina. È così che Dio ha guardato i suoi umili. Tutte queste meravigliose opere di Dio hanno aggiunto il colore e la bellezza alla nostra intima unione con il nostro Signore Gesù, nel nostro impegno di vivere il documento del Capitolo generale XX e il documento del Capitolo provinciale XVI, per raggiungere l’obiettivo della nostra vita consacrata: la GLORIA DI DIO attraverso la nostra santità personale e comunitaria.

Alla fine degli Esercizi Spirituali arriviamo a questa conclusione e con umiltà’ pronunciamo queste parole come San Francesco d’Assisi: “Sorelle, fino ad ora non abbiamo fatto nulla o molto poco. Ricominciamo!”

Se amiamo ciò che ama Gesù, se cerchiamo ciò che Gesù cerca, alla fine ci rendiamo conto che “CIO’ CHE STIAMO CERCANDO È LA GLORIA DI DIO”.

Sr.Theresa Knox Gude, FMSC
Sacred Heart community
Calbayog City

  FOTO dell Suore della Comunità

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