Sulle orme di un grande sacerdote albanese: Don Ndre Mjeda

Domenica 28 marzo abbiamo offerto al gruppo del coro e dei chierichetti della chiesa di San Nicola un’uscita per conoscere un personaggio albanese che fu sacerdote, poeta, filologo, insegnante, letterato.

E’ importante mostrare ai giovani modelli di vita. In Albania la Chiesa Cattolica ha avuto un ruolo molto importante nella formazione del popolo, nella cura della cultura e dell’istruzione che la dominazione turca, durata ben 600 anni, aveva molto trascurato, o meglio aveva privilegiato i cittadini musulmani. Basti pensare che le prime scuole bene organizzate furono fondate proprio dai Padri Francescani, la prima in assoluto fu un seminario francescano fondato a Scutari nel 1861.

Noi abbiamo voluto far conoscere Don Ndre Mjeda con una visita al villaggio di Kukel che fu il centro degli studi dei suoi ultimi anni in cui era Parroco.

Nato a Scutari nella famiglia Mjeda, fu educato dai gesuiti e completò la sua formazione all’estero. Dal 1880 al 1887 studiò letteratura a Valencia, Roma, Chieri e in Croazia. Nello stesso periodo scrisse nella sua lingua natia i primi versi, fra i quali si ricorda Vaji i bylbylit (Il lamento dell’usignolo).

Dal 1887 al 1891 Mjeda insegnò musica al Collegio Marco Gerolamo Vida di Cremona e in seguito si recò a Cracovia per studiare teologia e al contempo insegnare filosofia e filologia. Fu anche bibliotecario del Collegio gregoriano di Kraljevica, dove fu docente di logica e metafisica. Venne espulso nel 1898 per via di alcuni dissidi fra l’impero austro-ungarico e il Vaticano. Fu fondatore e direttore della Società letteraria “Agimi” (1901).

Nel 1917 Mjeda pubblicò la raccolta Juvenilia e si dedicò alla scrittura di un ciclo poetico basato sulle antiche civiltà dell’Illiria. Nel 1921 pubblicò infatti Lissus una raccolta di sonetti storico-patriottici. Fra il 1920 e il 1924 fu deputato all’Assemblea Nazionale dell’Albania, ma dopo il fallimento del progetto politico di Fan Noli e l’instaurazione della dittatura di Zog I di Albania, Mjeda si ritirò nel villaggio di Kukël dove svolse le funzioni di parroco.

Nel 1930 ottenne un posto come docente di letteratura albanese al Collegio gesuita di Scutari, dove morì sette anni dopo.

Subito dopo la Santa Messa siamo partiti insieme a Don Kristian, il giovane sacerdote che serve la nostra chiesa e ha molto a cuore i giovani, li cura, li accompagna, risveglia in loro gli interessi. Siamo andati a Kukel il villaggio che Don Ndre ha servito come parroco negli ultimi anni di vita. Lì ci aspettava Don Nika, insegnante di Storia della Chiesa ed esperto conoscitore di Don Ndre Mjeda. Si è messo a nostra disposizione e ci ha presentato questa figura illustrandone la passione per l’uomo e per la scienza, convinto che, attraverso una maggiore cultura, si può conoscere e servire meglio Dio e il popolo. Abbiamo visitato la canonica da poco ricostruita con attenzione a mettere in risalto la cura che don Ndre aveva per la letteratura sacra e profana e per far crescere il popolo nella fede cattolica. I giovani hanno ascoltato e compreso il messaggio, però bisogna accompagnarli e seguirli ad approfondire i valori culturali del nostro popolo in una società che ormai dà grande rilievo e importanza al denaro, al piacere, alla vita facile. Non è mancato il momento di gioco presso i locali di un’altra bella Parrocchia a Rranza Bushat.

Suor Lirie Brahaj

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