Dono e privilegio di fare Pasqua con i poveri

“I poveri li avete sempre con voi, ma non sempre avete me” Mt. 26,11

Anche quest’anno è arrivato il tempo pasquale, tempo di gioia e di festa. Anche i nostri poveri hanno i loro segni di festa tradizionali, tramandati di generazione in generazione e custoditi e rispettati con scrupolosità. In occasione della Pasqua vogliamo sempre riservare un’attenzione speciale per gli abitanti dei villaggi più lontani, più disagiati e che ricevono la visita del sacerdote soltanto una volta l’anno, durante l’estate. Oggi vogliamo raccontare la visita al villaggio di Apripe arrampicato su montagne molto belle ancora coperte di neve e che si specchiano sulle acque tranquille del lago di Koman. Abbiamo dedicato ai cattolici di questo villaggio la mattinata del Giovedì Santo contente di avere questi poveri con noi a testimoniare Gesù con la loro povertà. Un gruppo ci aspettava in riva al lago con una grande barca nella quale abbiamo caricato i nostri sacchi che nascondevano i doni pasquali.
E’ loro tradizione indossare la mattina di Pasqua almeno un capo nuovo a significare la rinascita, la novità della risurrezione e benedire il povero cibo con l’acqua dei torrenti che Dio stesso ha benedetto. I poveri di Apripe vivono lo spettacolo sempre nuovo della vita che rifiorisce ad ogni primavera nelle piante e assistono alla nascita degli agnellini. Dopo aver attraversato il lago, eccoci a prendere il viottolo che sale su sulla montagna e ci fermiamo su una radura dove un bel gruppo di persone ci stavano aspettando, tutte composte, in silenzio e con gli sguardi interrogativi. Come sempre, prima di ogni attività, cominciamo con le preghiere del cristiano che recitiamo tutti insieme, poi continuiamo con il catechismo in versi che hanno scritto e usato i Padri Gesuiti, primi evangelizzatori di queste montagne.
Terminato il momento di preghiera, prende la parola Suor Toline che spiega la Pasqua attraverso la lettura del Vangelo. E’ sempre molto commovente annunciare Gesù a questa povera gente che ascolta in silenzio e con interesse. Poi abbiamo consegnato una bottiglietta di acqua benedetta ad ogni famiglia e finalmente è arrivato il momento di aprire i sacchi, esporre tutti i vestiti e consegnarli a ciascuno. La Provvidenza ha provveduto proprio a tutti! Ci siamo lasciati scambiandoci gli auguri e sperando di poterci vedere presto.

Per shume vjet Pashket!

La comunità di Dushaj

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