Giubileo della Misericordia

«Giubileo della Misericordia: questo luogo è una Porta Santa»

Il papa dice che anche i luoghi come questo della nostra missione con le  nonnine è una Porta  Santa. Perciò, in questa occasione così speciale dell’anno della misericordia, per noi è stato un dono grande il poter esercitare le opere di misericordia corporali(visitare gli infermi – seppellire i morti),e anche spirituali, stando sempre accanto alle nostre anziane e far loro sentire il calore dell’amore misericordioso di Dio attraverso i nostri piccoli e semplici gesti di assistenza quotidiana.

            La straordinarietà di questo evento per noi non è soltanto l’avere la possibilità di prestare attenzione a tutte le loro esigenze ma  soprattutto quello di sentirsi privilegiate nel partecipare al progetto di Dio per la salvezza, soprattutto con quelli che soffrono la solitudine, l’abbandono, la malattia …

            Ogni situazione delle nostre nonnine è un segno e una  opportunità che il Signore ci dona per attraversare la “Porta Santa” cioè cogliere ancora di più il senso della missione che il Signore ci ha affidato: essere segno e strumento della misericordia del Padre per alleviare le loro sofferenze. Un segno è la situazione di Maria Florio.

Dice il Papa “la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio”. È vero, perché di fronte ad una sofferenza così grande non è sufficiente il gesto occasionale di misericordia, che assicura un pasto o risponde ad altre necessità, ma dobbiamo  dare tutto di noi per dare ancora vita a quel corpo, ormai come un tronco, consumato dalla malattia, che per quanto dolore soffre  non riesce più ad esprimersi con la parola ma solo con il suo modo di guardarci  e sembra che capisca tutto, ci segue con lo sguardo che penetra fino al profondo del cuore  e lo  interpretiamo come lo sguardo tenero di Gesù sulla croce.

            Dunque, il segno della Porta Santa in questo giubileo “Misericordiosi come il Padre”, è stato ed è sempre attuale nella nostra realtà quotidiana, attraverso la quale la miseria altrui ci tocca il cuore e ci spinge a prendere parte dell’infinita misericordia di Dio; un’occasione di grazia che consiste nel patire insieme a coloro che soffrono.

 

Questa invocazione di papa Francesco
alla «Madre della Divina Misericordia»,
è stata anche la nostra, affinché «apra i nostri occhi,
perché comprendiamo l’impegno a cui siamo chiamati;
e ci ottenga la grazia di vivere questo
Giubileo della Misericordia
con una testimonianza fedele e feconda».

 

27/01/17
Comunità “Gesù Bambino”
Duronia