Filippine

STORIA

Nel 1989 giunge una lettera dall’Arcivescovo di Palo, Mons. Pedro Dean, Amministratore Apostolico di Calbayog:
“..Vorrei chiedervi di venire, per favore, ad aiutarci ad affrontare le molte necessità della Diocesi che, a causa della sua povertà e mancanza di personale, merita priorità su ogni altra preoccupazione. Abbiamo bisogno di sorelle per la guida dell’Ostello per studenti della Scuola Superiore provenienti dal Villaggio SOS, per il lavoro pastorale della Diocesi come catechesi, assistenza alle famiglie, igiene sanitaria, collaborazione con la Caritas per l’assistenza caritativa, apostolato educativo nella scuola parrocchiale in Gandara…”

Il Ministro Provinciale dei Frati Minori della Provincia Filippina, a sua volta, manifesta la necessità della presenza di qualche religiosa nella grande istituzione scolastica, “Christ the King” a Calbayog e frequentata da oltre 4.000 alunni.

Le prime tre inviate, sr. Marilena Visentin. Sr. Oliviera venturin e sr. Armelle Costa  partono dirette a Calbayog – Samar, il 28 maggio 1989, accompagnate dalla Madre Generale, sr. Inés Pavan e dalla Consigliera Sr. Ermenegilda Cavasin.

Calbayog

Inizi

Immag005 La piccola abitazione delle suore, a Calbayog, è inserita nel vecchio edificio dell’hostel “H. Gmeiner”, ma ciò non scoraggia né spegne l’entusiasmo delle pioniere.
La comunità organizza subito la sua vita fraterna e l’apostolato. I giovani in difficoltà dell’Associazione caritativa S.O.S. e  gli alunni della Scuola “Christ the King”, le  mettono immediatamente a contatto gli aspetti della nuova società. La grande scuola dei Frati Minori, dove le suore entrano subito come collaboratrici, apre spazi immensi per la pastorale giovanile.

 Il Signore ci fa incontrare delle giovani desiderose di vivere secondo la nostra forma di vita: le prime postulanti aiutano le missionarie nella conoscenza della cultura locale,  segno tangibile che il Signore conforta chi si affida a Lui.

Pochi anni dopo,  la ricca famiglia Rosales ci offre in dono una casa! Vediamo immediatamente l’opportunità di istituirvi un “centro di accoglienza e orientamento vocazionale”.
Nel 1994 inizia l’aspirandato “S. Maria degli Angeli”, prima tappa del cammino vocazionale.

Missione apostolica

Oggi, a Calbayog, la famiglia è cresciuta e dà lode a Dio, nell’umiltà e nella serenità, attraverso i servizi prestati con gioia ed entusiasmo:

  • evangelizzazione nei villaggi;
  • coordinamento della catechesi diocesana;
  • pastorale  vocazionale;
  • insegnamento della religione nelle scuole e nei seminari;
  • l’attenzione alle povertà;
  • presenza di coordinamento e animazione al college Christ the King – ofm

Le suore, nei limiti delle loro possibilità, sono attente e si rendono presenti là  dove Cristo deve essere annunciato e là dove l’uomo soffre.

Quezon City

La casa di Manila, in Quezon City,  (giugno 1989) è punto di riferimento per le suore dei luoghi decentrati e sede di formazione alla nostra vita.
Ben presto arrivano le candidate al postulandato. Le ammissioni al noviziato si susseguono con ritmo abbastanza ravvicinato. Il futuro della missione è ormai nelle mani e nel cuore delle sorelle che hanno mantenuto il loro impegno di amore e di fedeltà.

La fraternità si apre a varie attività apostoliche nella vicina Parrocchia Our Lady of Pentecost:

  • catechesi nello squatter area: Rona’s Garden
  • visita alle famiglie
  • visita nelle carceri femminili
  • visita agli ammalati
  • servizio liturgico
  • animazione vocazionale

Gli squatters sono baraccopoli, zone di isolamento dei più poveri. Sono dislocati in aree strategiche della città di Manila: noi siamo  apostolicamente presenti in quello di massimo degrado con l’impegno di catechesi, animazione dei ragazzi, visita alle famiglie e  sostegno nei disagi.

Boso-Boso

2b filippine alternativaBoso-Boso, nella diocesi di Antipolo, è stato  luogo di servizio missionario della comunità di Quezon City fin dal 1992, quando postulanti e novizie hanno dato vita a vivaci appuntamenti catechetici e ricreativi negli week end.

L’idea di una presenza stabile si è fatta strada piano piano e, nel 2004 le suore hanno costituito la comunità “Santa Elisabetta d’Ungheria”. Il campo di lavoro abbraccia un’area vastissima di piccoli villaggi disseminati tra boscaglia e risaie: una zona estremamente povera, dove la fatica del vivere si tocca con mano. Alcune località si raggiungono con attraversamenti di fortuna su pali di bambù e, in genere, con sentieri abbastanza impervi.

Le suore svolgono il loro apostolato attraverso:

  • la catechesi dei bambini e degli adultifesta
  • l’animazione liturgica
  • l’attività missionaria nei villaggi
  • la pastorale Giovanile e Vocazionale
  • la pastorale famigliare
  • il sostegno ai programmi di promozione umana